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Alla fine del racconto troverete le FOTO...
Sri Lanka – Maldive 26-12-05 / 10-01-06
di Enrico A.
Sabato 3 dicembre: è il mio compleanno, dopo aver tergiversato parecchio decido di farmi questo regalo e prenoto sul sito di avventure nel mondo un viaggio che toccherà lo Sri Lanka e poi, in barca, 6 giorni alle Maldive.
Sono fortunato, lunedì mattina trovo la mail con la conferma che la prenotazione è stata accettata. Sono arrivato in extremis, il gruppo è chiuso a 18, forse un po troppi, non sono abituato a viaggiare con tante persone.
Arriva il 26 dicembre, giorno della partenza. E’ la prima volta che parto in inverno per raggiungere un paese caldo, la cosa mi affascina, anche se non so come reagirò ad immergermi in una situazione così diversa. Il verde al posto della neve, il caldo al posto del freddo, un tuffo al posto di una discesa sugli sci.
Atterriamo a Londra alle 16 e dovremo forzatamente trascorrerci una notte, il volo per Colombo è previsto per domani mattina. Scopriamo che il taxi ci “rapina” 45 pounds per portarci all’Haeathrow Lodge a 3 km dall’aeroporto! Ceniamo in un pub, ennesima rapina, finiamo i pound con l’ultima birra e tutti a dormire.
Dopo 11 ore di volo e una sosta nella penisola Arabica per fare rifornimento, alle 4 e 30 di mattina siamo a Colombo. Perdiamo un po di tempo per un bagaglio non arrivato, dopodichè usciamo dall’aeroporto. Sta albeggiando, la temperatura è sui 25 gradi, con i vestiti invernali non ci sentiamo a nostro agio!
Ormai la notte è andata, di andare a dormire non se parla. Faticosamente partiamo con Jackson, la nostra guida, per iniziare il tour.
Il primo sito è Aukana e facciamo la prima esperienza scalzi!! Nei luoghi di culto occorre portare rispetto, niente bermuda anche per gli uomini, spalle e gambe coperte per le signore e soprattutto senza scarpe. Alcuni uomini si sono inventati il lavoro di custodire le scarpe e darti l’asciugamano per pulirti i piedi all’uscita.
Qui ( ma non solo qui…) l’attrazione principale è una statua di Buddha in piedi alta una decina di metri. Jackson ci racconta che l’allievo vuole sfidare il maestro nel realizzare la statua più bella. Si mettono al lavoro e l’allievo vuole assolutamente finire prima. Quando lui finisce il maestro deve ancora iniziare, ha semplicemente studiato la roccia. Il suo risultato è ovviamente disastroso, a quel punto iniziano la statua di Aukana, dove le proporzioni sono perfette e l’acqua che scende dal naso cade perfettamente in mezzo ai piedi senza toccare alcuna parte del corpo.
Rinviamo a domani la visita ad Anhuradhapura prevista per oggi, le fatiche del volo, del fuso e del pulmann ci hanno distrutto! Ci sistemiamo in Hotel, non ci sono camere triple, io e Linda ci ritroviamo a essere i jolly e prendiamo la camera insieme, è enorme con 2 King bed! Qualcuno esce a fare i primi acquisti, io non sono in forma e faccio una dormita.
Cena a buffet in hotel e primi approcci con spezie piccantissime e curry.
Finalmente dopo aver dormito ( drogati con il tavor…) iniziamo la giornata decisamente più in forma. Visitiamo il sito di Anhuradhapura dov’è tenuto e custodito il sacro albero del Bo. La leggenda narra che è nato da un ramoscello prelevato dall’abero dov’è stato risvegliato Siddharta, diventando il Buddha. Possiamo ammirare anche le prime dagobe, imponenti costruzioni a forma di tazza rovesciata con all’interno una o più stanze, candidamente bianche in forte contrasto con il verde della natura.
Lungo la strada per Polonnaruwa ci fermiamo ad assistere al bagno degli elefanti, i loro conducenti li accompagnano al fiume per il bagno giornaliero e la spazzolatura con grandi foglie.
Oggi c’è anche il tempo per un massaggio in un centro ayurvedico.Sono 3 trattamenti a 2100 rupie ( circa 21$). Per prima cosa mi tocca una specie di sarcofago. Il corpo resta all’interno sdraiato su una panca a doghe e la testa rimane fuori. Da sotto le doghe sale del calore con aromi o incensi. Io non riesco a portare a termine l’operazione e chiedo anticipatamente di uscire, troppo caldo! Secondo trattamento un massaggio a tutto il corpo con vari unguenti, dopodiche ci depositano in una specie di sauna e doccia finale.
Il sito di Polonnaruwa è molto grande da visitare, impieghiamo tutto il pomeriggio.
Il clou della visita è il Gal Vihara, formato da 4 grandi statue di Buddha in varie posizioni di meditazione, la più imponente e suggestiva è il Buddha dormiente, lunga 15 metri. Lasciano un po desiderare le tettoie a mo di protezione sulle statue.
L’hotel è più spartano, in compenso la cena è abbondante con ben 4 dolci!
Siamo al 30/12, il programma prevede la visita di Sigirya. Si tratta di un enorme mololite alto circa 180 m sulla cui cima il re Kassapa aveva costruito il Palazzo Reale. Oggi il caldo si fa sentire, e la salita lungo ripide scale fa venire il fiatone. A metà altezza, raggiungibile con una scala a chiocciola sospesa nel vuoto si possono vedere gli affreschi sulla roccia, sono donne prosperose a seno nudo chiamate “fanciulle di Sigirya”.
Dalla sommità la vista spazia a 360°, senz’altro il luogo più emozionante tra quelli visti sino ad ora. La discesa è più veloce, finalmente alla base ci sono i negozietti che vendono bibite.
Ci trasferiamo a Dambulla per completare il triangolo culturale. Qui all’interno di grotte sono state ricavate delle sale completamente affrescate con scene di vita del Buddha più ovviamente una serie innumerevole di statue da piccole a molto grandi, tutte dipinte.
Tra una visita e l’altra si riprende il viaggio sul nostro pulmann con posti per nani, mi è assolutamente impossibile sedere nei posti interni!! Intanto facciamo tappa in una erboristeria, o meglio dove con prodotti naturali producono tutta una serie di medicamenti.
Il cicerone va a memoria , recita una poesia, memorabile il suo “in Italia c’è la chimica!”. Ad un certo punto compaiono un po di massaggiatori e in quattro e quattr’otto siamo tutti sotto le loro grinfie in un massaggio di gruppo!
Ripartiamo direzione Kandy e a Matale, fuori programma, facciamo una sosta per riprendere la vita frenetica nelle vie e il tempio Indù, una vera sagra del kitsch!
Dopo aver consultato la Lonely e scelto il ristorante Jackson ci boccia totalmente l’idea, ci porterà lui in un ottimo posto dove possiamo assaggiare tante specialità locali. Ottima cena.
Iniziamo l’ultimo giorno di questo 2005 visitando una fabbrica di batik, sono molto belli…ma anche molto cari!! Qualcuno si perde negli acquisti e andiamo ben aldilà del tempo programmato. Ci aspetta il giardino botanico realizzato dagli inglesi. Colpisce come sia ordinato e ben tenuto. Il pomeriggio lo trascorriamo a Kandy, al mercato e per negozi, tra qualche acquisto e qualche scatto fotografico. Il rientro all’hotel è con il taxi locale: una specie di apecar chiamato tuc-tuc. Il prezzo è very cheap, mezzo dollaro!
Pronti per il pseudo cenone assistiamo prima alle danze locali dopodichè andiamo al ristorante : sono solo le 19-30!!! Alle 21 abbiamo già consumato e in tuc-tuc rientriamo all’hotel. Abbiamo una bottiglia di Berlucchi presa a malpensa e una bottiglia di champagne regalata a Linda dalla Air Sri Lankan per l’assistenza in volo ad un passeggero colto da malore. Non ci concedono di restare nel bar dell’hotel e quindi in 18 ci ammassiamo in una camera. Alle 22-30 anticipiamo il brindisi! Che non sia detta, una parte del gruppo resiste nella hall e aspetta la mezzanotte per lo scambio degli auguri.
Al tempio del Dente, in occasione del primo giorno dell’anno, c’è un sacco di fedeli, bisogna fare una lunga coda, uomini e donne separati. In questo grande tempio si dice sia custodito un dente di Buddha e la gente procede in fila per arrivare davanti alla cripta, pregare e portare le offerte. Il dente può essere visto solo in alcune occasioni dell’anno.
Particolari le lunghissime strutture all’esterno in ferro dove i fedeli accendono lumini e incensi.
Adesso abbiamo un trasferimento piuttosto lungo fino a Nuwara Elia, le strade sono molto tortuose, da 500 m si deve salire fino a 2000 m. Attraversiamo le coltivazioni di the, hanno addomesticato queste zone impervie e il risultato è piacevolissimo. Un verde intenso riveste tutti i pendii dando un forte senso di ordine e precisione.
Ci fermiamo a vedere e chiaramente a fotografare una manifestazione, sembra contro il fumo, ma l’impressione è più di assistere ad un evento folcloristico visti i colori e la presenza di musicisti. Non poteva mancare una tappa in una fabbrica di the per seguire le varie fasi della trasformazione delle foglie in confezioni di finissimo the. Concludiamo al tea-shop con degustazione ed acquisto.
Alle 16 siamo a Nuwara Elia e piove, domani era prevista la salita notturna all’Adams peak ma viste le condizioni si decide di rinunciare, peccato. Facciamo un giro per la cittadina, anche se non c’è nulla di particolarmente interessante. Si tratta di un luogo di villeggiatura , ci sono alberghi di categoria più alta e il club con il golf.
Per rientrare a Negombo ripercorriamo la strada all’inverso, con sole e un po di azzurro ci rivediamo le piantagioni e qualche bella cascata. Alle 13 siamo all’ Elephant Orfanage, l’orfanotrofio degli elefanti. Vedere gli animali non liberi nel proprio habitat è sempre triste,
di buono c’è che questi animali probabilmente sarebbero morti, qui vengono accuditi e i piccoli allattati. Alle 14 vengono accompagnati al fiume per il bagno, sulla collina i ristoranti con grandi terrazze offrono i loro posti per assistere allo spettacolo, se così si può chiamare.
Arrivati a Negombo al Sunflower Hotel non ci resta che dividere i bagagli, domattina alle 7 si parte per le Maldive. Sopra i serramenti delle assurde grate permettono alle zanzare di venire a banchettare alle nostre spalle!
Levataccia alle 5 per essere in aeroporto con largo anticipo ( anche troppo…). Spendiamo le ultime rupie al duty-free e alle 7-30 locali siamo a Malè. Al passport control c’è una coda infinita, piano piano scopriremo che sarà la vacanza all’insegna del tempo perso!
Malgrado il nostro arrivo mattiniero la barca è disponibile solo alle 14…e vabbè!
Passiamo questo tempo in giro per Malè alla ricerca di attrezzature da snorkeling e a pranzare ( parola grossa…) in un locale con prodotti tipici…immangiabili!
Il taxi boat ci porta alla nostra barca, scrutiamo a 360° per individuare quale sarà. Abbiamo il terrore di finire su una bagnarola! Ecco la Nooranee 2, non ci sembra male.
Le attese non sono finite, si deve fare ancora gasolio e acqua. La giornata praticamente è passata, e rimaniamo a dormire vicinissimi all’aeroporto, e noi che sognavamo un atollo!
I giorni che trascorreremo in barca passeranno veloci, tra tuffi, ore trascorse a tavola a passarci l’unico zucchero, l’unica bottiglia di coca, l’unico succo d’arancia, ad ammirare le stupende mante incuriosite dai nostri uomini-pesce Eugenio, Linda, Sandro. Sbarchi su isolotti o lingue di sabbia non più grandi di un monolocale, a lottare con le immancabili meduse, a goderci i branchi di pesci multicolore e gli squaletti a bordo spiaggia. Ma soprattutto a riposarci sulla sabbia bianchissima o a mollo nell’acqua cristallina, ben sapendo cosa ci aspetta a casa!
L’ultima sera vogliamo chiudere la vacanza in bellezza. Dopo 6 giorni di cucina del Nooranee ( il cuoco ha fatto miracoli con i mezzi a disposizione, memorabile il piatto di pesce crudo!) con Eugenio, Cinzia, Catia e Linda scendiamo a Malè e ci concediamo il ristorante Thai. A parte che tutti soffriamo di un forte mal di terra e io litigo con le bacchette,però la cena è ottima….esclusa la birra analcolica!! d’altronde siamo in un paese islamico…
Rientro notturno con taxi boat, in difficoltà per individuare il Nooranee, ma alla fine riusciremo nell’impresa.
L’organizzazione della partenza è difficile. Trasferimento a Malè per recupero del bagaglio parcheggiato, cambio di abbigliamento ( da estivo a invernale..) nel tratto Malè aeroporto e ricomposizione del bagaglio da spedire in aeroporto, diciamo che si poteva studiare meglio…!!
Il viaggio è finito, la sensazione è di aver visto le Maldive di serie B. Le isole che abbiamo raggiunto erano un paradiso deturpato. I maldiviani si liberano troppo facilmente dei rifiuti solidi che poi si depositano sulle spiagge.
Sicuramente dove sono stati realizzati i resort, questo non avviene, ma questa sarebbe stata un'altra vacanza, senza la libertà che ti concede la barca….cha purtroppo paghi a caro prezzo!!
Non ci resta che rientrare con i 3 lunghissimi voli, inclusa la notte sulle panchine di Heathrow. A Malpensa i bagagli non sono arrivati, per me il tempo di arrivare a casa e al pomeriggio riprendere il lavoro, vietato lamentarsi!



