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I NOSTRI VIAGGI
Alla fine del racconto troverete le FOTO…
… ANCORA PARIGI!
16/20 gennaio 2008
di Serena & Andrea
Ormai Parigi è un appuntamento classico da anni e grazie ad una nostra cara amica che ha un appartamento in centro (per la precisione nel quartiere Multietnico), possiamo usufruire di questa alloggio per goderci qualche giorno di relax in questa bella città.
Questa volta ci siamo divertiti a fare un percorso “fuori” città con un pizzico di vita parigina.
Siamo partiti da Pisa con mezz’ora di ritardo causato dal brutto tempo: diluvio universale e vento. Siamo atterrati a Orly alle 22:40. Per noi era la prima volta che volavamo con EasyJet e devo dire che ci siamo trovati benissimo, sia per il personale che per la gestione delle prenotazioni Online. Atterrati (l’aeroporto era vuoto) ci siamo diretti a cercare un taxi perché a quell’ora per arrivare a casa conviene evitare tanti giri con la Rer o il bus + metro, così in 20 minuti siamo arrivati a casa. Sistemate le pochissime cose che c’eravamo portati, ci siamo fiondati a letto.
Prima di andare avanti vorrei scrivere due righe sul quartiere multietnico: l’impatto che si ha uscendo dalla metro non è positivo, sembra quasi di essere entrati in una zona un po’ degradata, ma basta girare l’angolo per capire che invece la realtà è ben diversa. In questo quartiere convivono tantissime persone di etnie diverse (senegalesi, americani, inglesi, portoghesi, mauritani, tunisini, marocchini, indiani, cambogiani, nigeriani, francesi…) e lo si può notare non solo dalle facce che si incontrano ma anche dai tantissimi negozi diversi che costellano le vie. E’ molto bello passare da un negozio di stoffe indiane, a uno di alimentari senegalese. Vedere tutti quei negozi di parrucchiere dove vanno solo gli africani a farsi acconciature che richiedono almeno 6 ore di lavoro per essere finite! Sinceramente consiglio a tutti di visitare questo quartiere.
17 gennaio
Il tempo non era eccezionale, per fortuna non pioveva ma uscire di casa senza ombrello era rischioso. Abbiamo deciso di andare a visitare la mostra presente al Palais de la Dècouverte (che è una parte del Grand Palais posto vicino agli Champs-Elysèes). In questo palazzo sono presentate le ultime conquiste della scienza e le grandi tappe del progresso, durante la nostra visita il tema erano i Terremoti, Tsunami, i Vulcani, lo Spazio, l’uomo e gli animali. Devo dire che è molto carino, interessante perché si possono fare tanti esperimenti e se si hanno bambini è molto istruttivo. Per visitarlo tutto abbiamo occupato l’intera mattinata e verso l’ora di pranzo, uscendo, abbiamo deciso di fare una bella passeggiata per tutti gli Champs Elysèes.
Dopo un pranzo tipico francese (a base de baguette), ho convinto Andrea a tornare alla Citè e a visitare Notre Dame (che adoro) e da lì fare un percorso a piedi che passava da Ile St. Louis per poi arrivare all’Institut du Monde Arabe. La passeggiata è lunghetta ma molto piacevole visto che queste stradine sono un’esplosione di negozietti tipici parigini, molto curiosi.
Notre Dame ogni volta che l’ammiro continua a stupirmi: immensa, imponente, sento la storia che mi schiaccia quando entro qua dentro. Mi piace sedermi un attimo su una panca e guardarla con lentezza … Siamo usciti dopo mezz’ora e piano, piano ci siamo incamminati per St. Louis passando per il pont de la Tournelle, che fu costruito in legno per la prima volta nel 1370, arrivando alla Chiesa di St-Louis-en-l’Ile. L’interno di questa chiesa è molto bello, stile barocco con tre navate, con ori, smalti e marmi (fermatevi un attimo a visitarla, non ve ne pentirete).
Inizia a piovere, ma a noi non importa molto, così, senza aprire l’ombrello ma solo con cappellino di lana Andrea e cappuccio del piumino io, arriviamo all’Institute du Monde Arabe.
La facciata con i giochi di luce ha fatto sbizzarrire Andrea con le foto. Per la precisione l’Instituto si trova sulla rue des Fossès – Saint Bernard, all’angolo con il pont Sully. E’ costruito in vetro, alluminio e cemento da Jean Nouve, Pierre Soria e Gilbert Lezenes nel 1987 armonizzando le esigenze moderne con la tradizione araba, con le luci filtrate da motivi tipici della mushara-biya. I piani sono 9 di cui fanno parte la zona delle documentazioni sulla cultura araba, un museo, una biblioteca e molti spazi espositivi. Purtroppo noi siamo arrivati che alcune sezioni erano già chiuse (per l’orario), quindi ci siamo limitati a vedere la biblioteca e le documentazioni arabe. Però quello che mi ha più colpito è proprio la costruzione architettonica dell’edificio ed i giochi di luce che creava all’esterno.
Ormai erano le 19:30, siamo tornati a casa, una doccia veloce e via nel quartiere latino a mangiare la Pita che io adoro.
18 gennaio
Andrea aveva già detto svariate volte che voleva tornare a Disneyland, quindi venerdi 18 gennaio, dopo esserci mangiati dei bei croissant e bevuto del cioccolato per colazione, siamo usciti di casa, abbiamo guardato il cielo e abbiamo detto <<ma sì, anche se non c’è il sole e la pioggia sembra imminente andiamo lo stesso!>>. Arrivati alla nostra fermata metro (Chateau d’Eau), abbiamo preso il biglietto della Rer e in 40 minuti siamo arrivati a destinazione. Nonostante il brutto tempo c’erano un bel po’ di persone che comunque non creavano assolutamente lunghe file alla biglietteria. Il prezzo d’entrata non è poco (il parco + gli Studios 57 euro a testa), ma secondo noi ne vale la pena. Siamo tornati indietro con gli anni e ci siamo divertiti un sacco. Devo dire che mi sono trovata a fare dei giochi che mi hanno dato un po’ fastidio perché io soffro di vertigini … Andrea mi ha fregato troppe volte dicendomi che erano giochi tranquilli, invece mi sono trovata a fare le montagne russe con giro della morte (Indiana Jones e The Temple of Peril) e da lì ho capito che dovevo non fidarmi del marito. Abbiamo fatti proprio tutti i giochi, arrivando alle 16 del pomeriggio. Non sentivo più le gambe e nello stesso tempo vedevo questi bambini vispi come dei grilli … ed è in quel momento che mi sono sentita VECCHIA!!! Ci siamo trovati a mangiare una pizzetta a forma di testa di Topolino (da ridere), le mele caramellate e i pop-corn strapieni di zucchero.la cosa buffa è che erano tantissime le persone adulte senza bambini che sembravano degli stolti tornati indietro nel tempo (compresi noi)!
Non contenti ci siamo pure visti lo spettacolo del giorno … no comment.
Nonostante la stanchezza dovevamo fare anche gli Studios della Walt Disney. Iniziava ad essere buio, pioviscolava, ma eravamo ormai convinti che non ce lo dovevamo far scappare. Eravamo come drogati di giochi, abbiamo fatto lo Studio Tram Tour, CinèMagique e poi ci siamo trovati di fronte ad un grattacielo molto alto, sembrava mezzo distrutto, due ascensori che ti portavano sù e poi … brivido … a caduta libera ti facevano passare da un piano all’altro. Si sentivano gli urli da lontano. Guardo Andrea e dico <<questa volta non mi freghi, vai pure da solo>>. Non potevo superare anche quello, per il mio cuore sarebbe stato il colpo di grazia. Per un momento ho pensato che Andrea usasse questi mezzucci per cercare di farmi fuori!!! Lui naturalmente prova anche questo gioco ed esce dall'ascensore bello soddisfatto.
Ormai senza forze girovaghiamo nei negozi, non ragionavo più e quasi, quasi mi compravo le orecchie di Topolino da mettere in testa, la felpa di Paperino e la Tuta di Minnie, ma poi per fortuna i prezzi mi hanno ridato la ragione, se no oggi mi sarei trovata nell’armadio queste cose che poi NON avrei sicuramente indossato (forse al carnevale di Viareggio, soprattutto le orecchie di Topolino).
Con tantissime altre persone ci facciamo cacciare dagli Studios (alle 18 chiudono) e come un fiume umano ci dirigiamo alla Rer. Finiamo la serata comprando sotto casa delle cosce di pollo fritte con frittellone di pollo e mais (tutta salute!).
19 Gennaio
Questa volta a Versailles non potevo rinunciare! Ci alziamo presto, oggi la giornata non è male. Di nuovo metro e Rer, in soli 20 minuti circa siamo a Versailles, facciamo una fila di solo mezz’ora ("solo" perché di solito qua se ne fa come minimo un’ora ma essendo in bassa stagione abbiamo più fortuna). Il Prezzo dell'entrata, che trovo onesto visto quello che c’è compreso (16 euro per un giorno intero con audio-guida in 8 lingue e visita dei Grandi Appartamenti, Cappella, Galleria del XVII sec., Galleria della storia di Francia, Appartamenti del Delfino, Appartamento delle figlie di Luigi XV, Grand Trianon). I giardini sono gratuiti.
Entriamo e mi vengono già i brividi: la Galleria degli Specchi, il Salone della Guerra, il Salone di Marte, la camera di Luigi XIV… io sono così, adoro la storia, adoro sentirne l’odore e vederne i colori. Con l’audio-guida mi isolo completamente, ascolto e guardo ogni singolo particolare delle stanze, non mi stanco, anzi, ad ogni nuova vista mi ricarico! Tutta la visita dura cinque ore fra interni ed esterni, non abbiamo girato molto i giardini perché le fontane erano spente (si possono ammirare solodalla primavera alla fine dell’estate), quindi per le 15 siamo fuori. Decidiamo di rientrare a casa, riposarci un attimo e uscire di nuovo alle 18 per andare ad ammirare gli Champs Elysèes di notte visto che sono sempre addobbati come per Natale, la Torre Eiffel con tutte le sue lucine che la rendono ancora di più indimenticabile e fare l’ultima serata in un ristorantino nel quartiere latino dove mangiare una bella fonduta con delle crepe.
Così facciamo, decidiamo di scendere alla fermata metro Concorde e farci a piedi tutta la via fino all’Arco di Trionfo (a vai, di nuovo una bella camminata!). Appena usciti dalla metro troviamo la famosa ruota panoramica che sta girando tutte le città più importanti d’Europa, posta proprio in piazza della Concorde. Bella grande e tutta illuminata sicuramente offrirà una spettacolare vista della città. Andrea si gasa come al solito, ma io gli ricordo per l’ennesima volta che SOFFRO DI VERTIGINI e mi rifiuto di dover soffrire per l’ennesima volta!!! Niente da fare, come sa far bene, usa la tattica del farmi sentire in colpa e dice quella benedetta frase <<Allora anch’io non salgo>>... Eccoci qua, con i biglietti in mano in fila ad aspettare di salire, che sofferenza, vi giuro, credo che chi non soffre di vertigini non possa capire ma io stavo proprio male, lo guardavo, lui era entusiasta di scattare qualche foto alla città illuminata dall’alto, ed io sembravo in coma. Ricordo qualche anno fa, quando salii per la quarta volta sulla Torre Eiffel con un vento pazzesco e nevicava pure, ma ero con i miei genitori e mi scocciava mandarli là sopra da soli. Mi girava la testa e non potevo guardare in basso … ricordo quest’estate sulla torre di Seoul quando ad un certo punto venni via perchè stavo male…mi ero promessa di non farlo più, di non farmi convincere ed invece per l’ennesima volta stavo soffrendo per la stessa cosa! Saliamo con altre due persone, partiamo e scopro che la ruota panoramica non farà solo un giro ma ben 4! Al primo giro ci fermiamo ben tre volte perché così potevamo ammirare il panorama, gli altri sono stati fatti a "ruota continua". Da ultimo ho avuto persino il coraggio di fare una foto ma appena scesa ho voluto allontanarmi il più in fretta possibile da quella maledetta ruota e mentre venivo via sento un ragazzo italiano che dice alla sua compagna <<ma tu sei pazza io non salgo su quella ruota!>> … povero, tanto ci cadrai anche tu nella trappola!
Userò questo evento per ricattare Andrea nel proseguimento della serata...
Quante luci, che bella Parigi illuminata! Gli Champs Elysèes sono strapieni di gente, le lucine rendono tutto così diverso! Lo stesso vale per la Torre Eiffel, bellissima illuminata nella notte e allo scoccare delle ore migliaia di lucine ad intermittenza la fanno essere ancora più affascinante!
La fame inizia a farsi sentire e ci fiondiamo in un bel ristorantino francese nel quartiere latino. Sicuri come non mai ordiniamo crepe al prosciutto (che arriveranno affogate nel formaggio…squisite!) e la fondue! Uscita dal ristorante e credo che il mio tasso di colesterolo sia stato incalcolabile ma persino la soddisfazione era tanta.
Facciamo due passi nel quartiere, ci soffermiamo a guardare dei ragazzi di colore che ballano in una piazzetta, mangiamo un Krapfen con zucchero e finiamo la serata con la solita corsa alla metro in ore troppo tarde.
20 Gennaio
Abbiamo tutta la mattinata e qualche ora del pomeriggio per far un altro giretto, così penso che andare alla Dèfense sia un’ottima idea, potremmo mangiare lì e fare qualche acquisto con gli sconti del mmento. Rimango fortemente delusa arrivando in loco e rendendomi conto che tutti i negozi e persino il centro commerciale sono chiusi!! Ma come è possibile? Siamo a Parigi, e la domenica un centro commerciale come questo è chiuso? Pazzesco. Ci limitiamo a fare quattro passi per il quartiere e poi migriamo al parco La Villette. Le ore passano veloci e torniamo a casa per sistemare le cose e chiudere l’appartamento.
Questa volta per andare a Orly prendiamo la metro (con gli ultimi biglietti rimasti), scendiamo alla fermata Denfert Rocherau, usciamo dalla metro e a pochi passi troviamo la fermata dei bus per Orly. Prezzo 6 euro a persona. In venti minuti siamo in aeroporto. Andiamo direttamente al controllo visto che il check in lo abbiamo fatto online e aspettiamo di tornare a Pisa.
Anche per questa volta salutiamo Parigi, avendo l’ennesima conferma che qua i prezzi non sono aumentati come da noi in Italia.
Al prossimo anno Paris!
Ecco qualche info pratica:



